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Giovedì 14 settembre a Padova, presso il Circolo Unificato dell’Esercito a Palazzo Zacco, si è svolta la premiazione del concorso “II Sigillo” e subito dopo, presso il vicino Palazzo Angeli, è stata inaugurata l’esposizione delle opere dei finalisti, tra cui ben otto studenti del Liceo artistico “F. Depero” di Rovereto. Il concorso, giunto alla sua terza edizione, è stato  indetto dall’Università Popolare di Padova, che reca come logo il sigillo realizzato nell’immediato secondo dopoguerra dallo scultore padovano Amleto Sartori (1915-1962).

Intento della mostra, dal titolo “Esìli”, è riflettere sull’esperienza della lontananza dalla patria che – come ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio -  “rappresenta una sfida per il singolo e per la società impegnati a trovare una risposta allo sradicamento con la costruzione di una nuova identità condivisa.” Le opere in esposizione hanno interpretato questo messaggio attraverso diverse espressioni artistiche, come racconti, fotografie e illustrazioni ed hanno superato la selezione di giurie autorevoli, formate da esperti riconosciuti e presiedute da personalità quali la scrittrice Antonia Arslan, il fotografo Gustavo Millozzi e il direttore del Museo Diocesano della città, Andrea Nante.

Tra gli oltre duecento concorrenti, sono stati selezionati solo 24 finalisti per la sezione illustrazione e tra questi ha ricevuto una segnalazione l’opera dal titolo Definitivo esilio di Leite e Silva Matheus, studenti della classe III A del Liceo artistico roveretano, mentre i lavori di altri sette studenti della stessa scuola (Pergolis Giulia, Pizzardi Tatiana, Salemi Gaia, Riolfatti Nicole, Penna Adele Maria, Raffaelli Rebecca, Xihku Argjiro), sono stati ammessi all’esposizione. La partecipazione di questi giovani talenti è stata coordinata dalla prof.ssa Manuela Salvi (progettazione grafica).

La mostra, che resterà aperta al pubblico fino all’8 ottobre 2017, è arricchita da una sezione dedicata alla Grande Depressione Americana con le fotografie realizzate dai maggiori fotografi americani degli anni ‘30 per conto della Farm Security Admnistration, oggi conservate nella Biblioteca del Congresso di Washington; si tratta del più imponente e significativo reportage della storia della fotografia, documentazione di un esilio.

 

 

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