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  • Don Chisciotte fatto ad arte. La scenografia per lo spettacolo di Estuario. (Il lavoro del Vittoria per il teatro contro il disagio di Estuario)

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  • Il centro città in rilievo, tre anni di plastica qualità. (L'opera del Vittoria collocata in piazza d'Arogno)

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  • Protonatura, il gioco dei colori contro la paura. (Le tele del Vittoria per la Protonterapia in mostra al Sass, poi in raparto)

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  • Olimpiadi della danza

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  • In video veritas. (Il riassunto dei progetti al Vittoria, il trailer da concorso del saggio del Bonporti ed altre curiosità)

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  • www.istitutodellearti.tn.it. Il sito c'è. Un servizio. Una vetrina

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  • Digital fantasy, un volano tra arte e scienza. (Il concorso 2014 del Fab Lab del Muse. Incetta di premi)

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  • Oltre il muro in cerca di pace e speranza. Progetto Palestina, anno 2014. Mostra alle Gallerie di Piedicastello

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Di Carmine Ragozzino

Ventidue tele da un metro per un metro e venti. Due tele da un metro per un metro e mezzo. L’arte ha le sue misure, ma non c’è calcolo che possa esprimere a pieno il sentimento, l’intima emozione, che ogni artista prova nel confrontarsi con i temi, i mondi, di realtà complesse e imbarazzanti che tuttavia sono parte della vita: guerre, ingiustizie, malattia. Gli artisti in questione sono giovani: artisti in formazione. Il tema che hanno deciso di affrontare a colpi di pennello è quello della sofferenza. Ma, insieme, quello della speranza. E’ la sofferenza di chi – bambino, giovane o adulto – deve sottoporsi alle cure della protonterapia nel centro da poco funzionante a Trento sud. Gli studenti del liceo delle arti Vittoria – la quarta A – sono stati chiamati ad arredare di colore e fantasia il labirinto di bianco e spesso angosciante impersonalità che conduce ai reparti di cura. E’ nato così “Protonatura”. Una “commissione” artistica importante, certo. Ma, di più, la sfida ad interrogarsi – ognuno nella propria cognizione tecnica ed ognuno nel proprio grado di consapevolezza – su come avvicinarsi alla complessità della sofferenza, alla drammaticità della malattia. Un lavoro lungo quello in cui gli studenti del Vittoria si sono cimentati sotto la guida appassionata della docente di progettazione d’arti figurative Loreta Viscuso. Un lavoro iniziato già lo scorso anno scolastico in un delicato percorso di “avvicinamento al tema” – la protonterapia è la frontiera più avanzata nella terapia dei tumori – la conoscenza degli spazi del nuovo centro di cura, la discussione e lo scambio di idee sulle parole chiave dell’intervento artistico dei giovani del Vittoria: malattia, cura, bambini, guarigione.

La scelta è caduta sulla natura. I colori, le forme, ma anche i sogni e le fantasie che la natura può ispirare, come medicina di serenità. Cespugli, rami, fiori, boschi sono progressivamente passati dalla forma di schizzo, di bozzetto, a quella di dipinto. E nel passaggio, nella presa di coscienza che ogni studente ha dovuto porsi nell’immaginare non solo il contenuto ma anche la collocazione del suo lavoro, la natura si è tramutata in gioco. In ognuno dei ventidue quadri è inserita una piccola immagine, un particolare da scoprire, un’indicazione capace di sviare i pensieri negativi, le paure, i timori. Nei colori della natura disegnata per il centro di protonterapia si nasconde dunque quell’ottimismo che, chissà, può forse moltiplicare gli effetti benefici dei tecno bombardamenti contro le cellule malate. Percorso si diceva. Quello degli studenti del Vittoria è stato un viaggio nel coinvolgimento e nella crescita personale che – lo dice con legittimo orgoglio la docente – da un valore aggiunto impareggiabile ad ogni didattica. Coinvolgimento nel capire “il perché” e “lo scopo” di un intervento artistico. Coinvolgimento nel discutere con il personale del centro di protonterapia sul come dare un ritmo alle immagini che dovevano accompagnare il cammino non certo agile di chi deve recarsi alle stanze di cura. Coinvolgimento – infine – dei giovani artisti del Vittoria nell’ostico passaggio dalle ideazioni alle realizzazioni, con il fattore tempo che incombeva, con la scelta di dedicare all’impresa tanti pomeriggi extraorario da parte di una popolazione scolastica per lo più pendolare, con l’aiuto reciproco e una dedizione, un entusiasmo, che al Vittoria è da tempo il dna unificante della passione degli studenti e dei docenti dei laboratorio. Il lavori per il centro di protonterapia saranno in mostra a Trento prima di essere collocati nella struttura di cura. Le tele, e soprattutto la loro storia, si potranno vedere da oggi martedì 5 aprile fino al 17 allo spazio sotterraneo del Sass, (sotto piazza Battisti), grazie al sostegno dell’Azienda Sanitaria provinciale, l’Abio che ha finanziato il progetto e ai Beni archeologici della Provincia. Per gli studenti, per il liceo delle arti, è una medaglia in più da aggiungere ad un voluminoso portfolio di riconoscimenti per progetti di ogni tipo che la scuola ha costruito negli anni su richiesta di enti pubblici e privati. Progetti d’arte, ovviamente. Ma di un’arte “sociale” che nei laboratori del Vittoria – figurativo, multimedia, legno, metalli – sono percorsi di una “maturità” che prende forma dalla prima all’ultima classe del corso di studi.

Il progetto si compone di 22 tele 100 x 120 cm, e 2 tele 100 x 150 cm.

 

inaugurazione 5 aprile ore 17

la mostra è aperta da martedì 5 aprile a domenica 17 aprile

orari di apertura 9-13 e 14-17.30

chiuso il lunedì

 

 

 

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