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Di Carmine Ragozzino

Si fa presto a dire writers. Non basta una bomboletta a trasformare un muro in un’opera d’arte. La creatività senza studi, misure, proporzioni rischia di ridursi ad narcisistiche sbavature grafiche: forse toglie il bianco ad una parete ma non stimola né curiosità né sentimenti. Così non è – o almeno non lo è sempre – al Liceo delle Arti Vittoria. Senza studi, bozzetti e prove non si lavora. E la conferma che in quella scuola l’arte non si permette improvvisazioni è da pochi giorni visibile – già alquanto apprezzata – lungo il tratto di ciclabile che collega Gardolo e Trento Nord, via 4 novembre a via Giardini, (Bren Center). Con tre giorni di lavoro collettivo dopo pignola preparazione, gli studenti di due classi del Vittoria e i loro insegnanti – (terza C e terza E del Figurativo con i docenti Zeni, Larcher e Seppi) – hanno spruzzato su uno dei muri di sostegno quindici colorati metri di un messaggio seriamente divertente: “padalando per il pianeta”. Un appello all’ecologia fisica e mentale del movimento, in forme a tratti boteriane. Un sedentario obeso che prende coscienza. Un letto che muta in bici. Poi vita, salute, allegria.

Il murales del Vittoria sono l’ennesima testimonianza di una scuola da sempre votata al servizio creativo del territorio, con molteplici lavori privati e pubblici commissionati ai laboratori che sono il cuore pulsante del liceo. E questo accade nonostante le croniche penalizzazioni logistiche del Liceo delle Arti di Trento e Rovereto cui si aggiungono anche le recenti penalizzazioni  didattiche: il taglio di due corsi storici come architettura e ambiente e design, la possibile interruzione del mandato triennale di un preside nonostante solenni e pubbliche  promesse di continuità. Eppure le ferite al  Liceo delle Arti  non hanno minato l’impegno e l’entusiasmo che docenti e studenti comunque mettono nel progettare e realizzare i lavori destinati ad uscire dalla scuola. La richiesta dell’intervento sulla ciclabile era venuta dall’ufficio infrastrutture ciclopedonali della Provincia, (Chiara Uez), fortunatamente più curiosa dell’istruzione rispetto alle qualità artistiche del Vittoria. Un intervento che dopo quello appena concluso è destinato a proseguire con l’abbellimento di un secondo muro di sostegno della ciclabile, stavolta di  55 metri. E infatti al Vittoria sono pronti. I bozzetti ci sono, redatti dopo un concorso interno alle classi, e a settembre i studenti e insegnanti sono pronti a riprendere in mano pennelli e bombolette per raccontare l’ecologia colorata a quanti pedalando e camminando porcorrono lo “strategico” tratto di ciclabile da Gardolo verso Trento. Peccato che ancora lo debbano percorrere con scarsità di illuminazione proprio nel tratto “nuovo”. La luce dell’arte mette buon umore. Ma non evita i rischi.

 come continuerà il progetto

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