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Il mio viaggio nella memoria, insieme ad altri 400 ragazzi – Di Giulia Pasquazzo


Nei giorni scorsi l’associazione Deina, all’interno del progetto Un viaggio per non dimenticare, ha accompagnato molti giovani studenti a Cracovia dove, con l’affiancamento di tutor competenti e di guide specializzate, i ragazzi hanno visitato l’ex ghetto ebraico di Cracovia, il Museo Fabbrica di Schindler e l’ex lager di Auschwitz e Birkenau.
L'associazione Deina (dal greco deinós, cioè la stupefacente capacità degli uomini di essere terribili e allo stesso tempo meravigliosi, di costruire e di distruggere) realizza sull’intero territorio nazionale percorsi educativi rivolti a giovani partecipanti.
Dal 2013 oltre 2.000 ragazzi sono stati coinvolti nelle attività dell'associazione visitando gli ex campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau (Polonia), Mauthausen-Gusen (Austria), Sachsenhausen e Ravensbruck (Germania) e Terezin (Repubblica Ceca).
Ricordiamo che il progetto Promemoria_Auschwitz è un progetto nazionale gode del patrocinio del Senato della Repubblica e che ha visto dal 2013 la partecipazione di oltre 1.400 giovani provenienti dal Trentino Alto Adige, dal Friuli Venezia Giulia, dall'Emilia Romagna, dal Piemonte, dalla Puglia, dalla Calabria e dalla Sicilia.
Giulia Pasquazzo, studentessa del quarto anno del Liceo artistico A. Vittoria di Trento, ha voluto condividere con i nostri lettori il suo diario di viaggio…

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Ottobre 2016.
Cosa porta una ragazza di 17 anni con una vita quasi perfetta a voler intraprendere questa esperienza?
Bella domanda! Forse,semplicemente il bisogno e la voglia di sapere,di ricordare veramente quello che è stato, di vedere con i propri occhi e toccare con le proprie mani quel luogo e quei muri, di respirare quell'aria e di camminare proprio là, dove, attraverso un’esperienza tanto forte quanto indimenticabile, potrà comprendere finalmente quello che fino ad ora ha avuto solo la possibilità di leggere sui libri e in questo modo riuscire a dare il giusto valore a tutti gli uomini, donne e bambini ai quali è stato tolto tutto persino la dignità di esseri umani.
Ecco, forse è stato proprio questo il mio obbiettivo, uscire dalla mia vita agiata e vivere sulla mia pelle un'esperienza che mi facesse capire quello che realmente è stato, quello che la pagina di un libro non può darti.
E uscirne così più matura e consapevole, con la voglia di raccontare a tutte le persone che incontrerò nel mio cammino questa esperienza, per far sì che ciò che è accaduto non si ripeta e non venga mai dimenticato.
Tutto iniziò cosi... 
 

 
2 febbraio 2017.
Dopo tanta attesa quel momento è arrivato; con una valigia piena di vestiti e tante aspettative nel cuore salgo su quel treno, si parte. Inizia il nostro viaggio.
 
3 febbraio 2017.
Dopo aver attraversato Austria e Repubblica Ceca, finalmente ci siamo. 15 ore di viaggio, nuove amicizie e qualche attività, svegliandoci intravediamo il paesaggio polacco, ci siamo, siamo arrivati.
Cracovia. Scesi dal treno e sistemato i bagagli negli ostelli si inizia ad esplorare la città. Oltre le aspettative, fantastica, affascinante, piena di costruzioni antiche, tanta storia e attrazioni, fin da subito me ne innamoro.
 
4 febbraio 2017.
Secondo giorno a Cracovia, sveglia presto e via. Fabbrica-museo di Oskar Schindler, ex ghetto e quartiere ebraico. Affascinante. Abbiamo osservato, guardato e imparato, ora siamo pronti per affrontare ciò che ci aspetta l'indomani.
 

 
5 febbraio 2017.
È arrivato il giorno più importante del nostro viaggio, il momento di visitare quei luoghi di cui abbiamo tanto sentito parlare: i campi di Auschwitz e Birkenau.
Vediamo da lontano la famosa scritta sulla soglia di Auschwitz «ARBEIT MACHT FREI» (il lavoro rende liberi), un senso di vuoto assoluto mi assale.
Dire quello che esattamente si prova vedendo un posto del genere, dove la cattiveria umana non ha avuto limite, è impossibile; ciò che accade dentro di te penso sia indecifrabile anche per se stessi.
Momenti di paura, incredulità, tristezza e odio si alternano a momenti di pura apatia, tranquillità e indifferenza, un turbinio di emozioni indescrivibile mai provato in vita mia.
Vedendo certi posti, ti rimangono impressi nella mente, non capisci come l'essere umano possa arrivare a tanto, entri lì dentro pensando di dare delle risposte alle domande che ti eri posto, ma iniziano a frullartene in testa altre e poi altre ancora. Ne esci con mille domande in più di quando sei entrato con la consapevolezza che nessuno saprà risponderti e, come ho sentito dire molte volte lì dentro, che le risposte potrò trovarle solo dentro di me.
Nei giorni trascorsi a Cracovia non ho mai visto il sole, una città, nonostante la sua bellezza, cupa, buia, nebbiosa, priva anche di un piccolo raggio di sole.
Oggi, per la prima volta da quando sono qui, dopo otto ore all'interno dei campi, all'orizzonte dei binari di Birkenau, dove sono scese milioni di persone inconsapevoli del destino crudele che li aspettava, il cielo ci ha regalato un fantastico tramonto,un tramonto, un segnale pieno di speranza, di riscatto, di voglia di cambiare.
A quella vista un brivido mi scende lungo la schiena, non ci sono più parole, non c'è più niente da aggiungere.
 

 
6 febbraio 2017.
Il giorno dopo Auschwitz il confronto. È importante stare insieme, confrontarsi, passare la mattinata uniti a parlare delle emozioni provate, della rabbia e della voglia di impedire che ciò che abbiamo visto possa succedere ancora. Uniti ce la faremo, inizia tutto da un piccolo gruppo, cambiare il mondo si può.
Nel pomeriggio un'assemblea planetaria conclusiva, dove tutti e 700 ci riuniamo per ripercorrere quello che abbiamo vissuto, ormai come una famiglia il tempo passa veloce e tra abbracci, emozioni e ringraziamenti il nostro viaggio è quasi arrivato alla fine.
È il momento di prepararsi per la serata conclusiva da passare tutti insieme per un ultimo saluto, dopo l'intensità e le emozioni forti degli ultimi giorni un po’ di svago è d'obbligo.
 
7 febbraio 2017.
Ultimo giorno a Cracovia, mattinata libera. Nel pomeriggio si parte, primo treno direzione Brennero.
 
8 febbraio 2017.
Dopo altre 15 ore di treno arriviamo al Brennero. Siamo persone diverse, nessuno è più lo stesso che è salito su questo treno sei giorni prima.
 

 
Quello che ho provato e vissuto è stato forte, un'esperienza fantastica, un viaggio che porterò sempre con me, un viaggio duro e difficile ma pieno di emozioni che mi ha permesso di conoscere persone fantastiche come i miei tutor, Giacomo, Veronica, Laura e Paolo, i miei compagni di viaggio e tutte le persone che collaborano con Deina che voglio ringraziare di cuore per avermi permesso di vivere quest'esperienza così come l'ho vissuta. 
Una volta saliti su quel treno siamo diventati come una famiglia, mi sono stati vicini, mi hanno asciugato le lacrime e strappato un sorriso, regalato gioie e emozioni.
Non avrei mai pensato di sentirmi a casa e di provare emozioni così forti, questo viaggio è per me una crescita personale sotto tutti i punti di vista, è un viaggio che non si può descrivere a parole ma che va vissuto, un viaggio che, non è finito scesa da quel treno ma che è appena iniziato e non finirà mai.
 
Giulia Pasquazzo
Liceo artistico Vittoria-Trento - Classe 4 D

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