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Costa meno caro aiutare un giovane a costruirsi che aiutare un adulto a ripararsi.

Ieri la conferenza stampa al Vittoria per illustrare la protesta dell'Istituto delle Arti di Trento e Rovereto contro o il "taglio" provinciale di due corsi al Vittoria e al Depero. Un incontro che con gli interventi del dirigente, del presidente del Consiglio d'Istituto, di tre docenti di Trento e Rovereto e di studenti del Vittoria e del Depero è servito a rendere pubbliche le ragioni di un'opposizione decisa ad un scelta provinciale che senza consultazione e confronto impoverisce l'offerta dell'Istituto delle Arti, cancella con un tratto di penna una lunga storia di qualità e successi ottenuti dai corsi di Architettura/Ambiente e Design, contraddice clamorosamente le ripetute affermazioni della Provincia quando sostiene l'importanza di una scuola capace di produrre competenze da spendere nel mondo del lavoro. Tutto quello, cioè, che al Vittoria, al Depero e al Bonporti si fa con impegno, abnegazione, passione e progetti esterni che sono sempre più richiesti da privati ed istituzioni. L'incontro non è stato né voleva essere uno scontro. L'obiettivo della mobilitazione è far recedere la Provincia da una scelta deleteria per le nostre scuole e lesiva delle attese di giovani e famiglie, invitando nel contempo l'assessorato all'istruzione ad aprire un confronto urgente per trovare soluzioni condivise alle compatibilità economiche della Provincia ma, soprattutto, alle necessità della scuola pubblica di non essere penalizzata a favore di realtà formative non pubbliche. Si è deciso di attendere una settimana nella speranza di avviare un confronto onesto, serio e produttivo tra l'Istituto delle Arti di Trento e Rovereto e la Provincia. Siamo fiduciosi. Ma siamo anche convinti- docenti, studenti e genitori-  a non accettare un "taglio" ingiusto ed ingiustificato.

Di seguito il documento dell'Istituto delle Arti di Trento e Rovereto, fatto proprio anche dal Consiglio dell'Istituzione e dal Presidente della Consulta dei genitori.

 

DAL VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE. OGGETTO: Aggiornamento del Quadro dell’Offerta scolastica ed educativa provinciale e indirizzi alle istituzioni scolastiche e formative per la XV legislatura. Il 2 Novembre 2015 ad ore 08:50 nella sala delle Sedute, in seguito a convocazione disposta con avviso agli assessori, si è riunita LA GIUNTA PROVINCIALE.

Dai verbali.

Secondo ciclo di istruzione: Le situazioni sulle quali si deve intervenire, in base a quanto sopra illustrato, con decorrenza dall’anno scolastico 2016-17, sono:

    • …………………………………………………………………………………..
    • …………………………………………………………………………………...
  • “maggiore specializzazione dell’offerta formativa dei due Poli dell’Istituto Vittoria: non attivando a Rovereto il percorso di Design e a Trento il percorso di Architettura e Ambiente;”

 

  • …………………………………………………………………………………...

 

 

 

 

          La notizia della delibera della Provincia è arrivata nelle due sedi dell’Istituto delle Arti (a Trento e a Rovereto) qualche giorno dopo la sua ufficiale pubblicazione. E’ arrivata con la potenza di un terremoto, scuotendo le strutture delle nostre due scuole (Vittoria, Depero e Bonporti compongono l’Istituto delle Arti, che la Provincia ha più volte considerato un fiore all’occhiello del sistema formativo), mettendo a dura prova gli animi di docenti, studenti e famiglie.

 Viviamo un generale clima di sconcerto anche perché la scelta della Provincia è avvenuta senza alcun tipo di coinvolgimento o di consultazione da parte dell’Assessorato all’Istruzione, (retto dal presidente Rossi).

Nessuno si aspettava che la giunta provinciale prevedesse la cancellazione di sezioni che hanno segnato la recente storia delle due sedi artistiche,  affidandosi a meri calcoli numerici finalizzati forse al risparmio economico. Ma nel campo dell’istruzione non si può “risparmiare” sulla qualità – dimostrabile – dell’offerta.

Malgrado quanto burocraticamente affermato nella delibera, infatti, nessun funzionario degli uffici provinciali competenti ha interpellato docenti e utenti del Liceo delle Arti per verificare la validità del progetto formativo elaborato solo pochi anni fa per adeguare il profilo in uscita degli studenti alle esigenze del territorio ed agli orientamenti assunti a livello nazionale.

Né è stato considerato che il corso di Architettura al liceo Vittoria ha ottenuto in questi anni numerosi riconoscimenti grazie alla capacità di elaborare importanti proposte e progetti innovativi sul piano progettuale.

         

          La storia delle nostre scuole artistiche conferma indubitabilmente che non ci si è mai sottratti al rinnovamento. Abbiamo sempre avuto il coraggio di abbandonare vecchi percorsi per riformulare, più volte, le nostre offerte formative: gli Istituti d’Arte di Trento e Rovereto prima ed il Liceo delle Arti poi si sono distinti per disponibilità al cambiamento, sperimentando percorsi che fossero costantemente al passo con le dinamiche esterne e del territorio, adeguandosi alle innovazioni tecnologiche e alla richiesta di nuovi profili professionali da parte del mondo del lavoro ( corso multimedia, design).

 

Esattamente con questo spirito è stata colta quattro anni fa l’opportunità della transizione da Istituto d’Arte a Liceo Artistico per impostare un corso di “Architettura e Ambiente”, in sintonia con quanto stabilito dal ministero a livello nazionale. In questi ultimi anni in particolare i docenti della sezione di Architettura/Ambiente di Trento e la sezione di arredamento di Interior/Exhibition design di Rovereto hanno sperimentato attività didattiche e formative innovative. E’ stata praticata con successo una fondamentale ed irrinunciabile didattica interdisciplinare con il coinvolgimento di altri laboratori. Sono state introdotte da, da quest’anno, metodologie di insegnamento CLIL con l’utilizzo dell’inglese come lingua veicolare durante le ore di Progettazione.

 

Tutto questo è accaduto malgrado la risaputa persistente precaria situazione logistica le ripetute e per decenni disattese promesse di una nuova Sede sia a Trento che a Rovereto, che hanno provocato concreti disagi per l'inadeguatezza degli spazi di lavoro. Eppure tutti , tutti hanno lavorato con passione per consentire agli studenti iscritti nella sezione di Architettura/Ambiente e la sezione di Interior/Exhibition di frequentare i corsi ottenendo risultati positivi. L’assenza di abbandono scolastico nelle nostre scuole dovrebbe essere un risultato considerato con maggiore attenzione dalla Provincia: vale a conferma della forte motivazione individuale.

Quanto alla nuova sede del Vittoria, che con lungimiranza la presidenza della Provincia ha finalmente sbloccato dopo un venticinquennio di “provvisorietà” - fissando la nuova costruzione a Trento per il 2018 - duole rilevare che oggi una scelta encomiabile sia contraddetta da un improvviso ed ingiustificato impoverimento dell’offerta formativa complessiva dell’Istituto delle Arti.

 

Il Polo delle Arti, con le sue tre Sedi liceali e le varie articolazioni distribuite tra Trento e Rovereto, rappresenta certamente un grande sforzo organizzativo ma è al contempo un fondamentale bacino di idee e creatività per la nostra Provincia. E’ quella stessa Provincia che continua a suggerire collaborazioni e prestazioni gratuite de mondo del lavoro, delle istituzioni e dell’associazionismo con le nostre tre scuole. I numerosi  premi, le segnalazioni di merito, i riconoscimenti pubblicati spesso dalla stampa locale sono un motivo di vanto per gli studenti, le famiglie e i docenti coinvolti. Ma evidentemente non sono sufficienti “garanzie di qualità” per la Provincia di Trento.

 

Infatti, con la delibera 1907 la PAT interviene eliminando dal Liceo Artistico “Vittoria” l'area di Architettura e Ambiente, naturale derivazione della originaria Architettura /Arredamento già presente all'Istituto Vittoria dal 1989 e la sezione di Rovereto nata 1998. E ciò, nonostante la presenza di un congruo numero di iscritti.

 

Con la completa soppressione della sezione di Architettura/Ambiente, il Trentino Alto Adige diverrebbe quindi l’unica Regione italiana senza tale offerta formativa, costringendo le famiglie degli studenti, interessati a frequentare questo specifico corso, ad iscrivere il figlio fuori Regione.

 

D’altro canto non è pensabile che tale carenza possa essere compensata – come sembra intuire dalle intenzioni per altro mai chiaramente esplicitate dall’assessorato provinciale all’istruzione, da percorsi attivati all’interno dell’istruzione tecnica e di quella professionale. Il modello formativo liceale del corso Architettura/Ambiente è strutturalmente incardinato nel percorso del nostro Liceo, con una formazione culturale artistica interdisciplinare del tutto assente nei percorsi tecnico-professionali.

 

 

Alla luce di tali considerazioni chiediamo all’Assessore all’Istruzione, (Presidente della Provincia, Ugo Rossi)  di recedere dalla scelta effettuata con la delibera, avviando con l’Istituto delle Arti di Trento e Rovereto un confronto aperto a soluzioni che tengano conto da un lato delle compatibilità economiche provinciali ma dall’altro della qualità complessiva di un’offerta formativa che non può essere depauperata secondo logiche meramente matematiche. I due corsi inopinatamente soppressi hanno ampie possibilità di sviluppo anche e soprattutto nel rapporto con il territorio e con il mondo del lavoro che ha sempre riconosciuto i meriti delle nostre scuole attivando ripetuti progetti di collaborazione. Si tratta semmai di implementare questi rapporti virtuosi secondo schemi nuovi, capaci di rafforzare le prospettive occupazionali per i nostri studenti.

 Chiediamo con quale motivazione e in base a quali considerazioni (che non siano esclusivamente di risparmio) si è decisa la soppressione del corso Architettura/Ambiente a Trento e di Interior/Exhibition a Rovereto.

Come mai non si è ritenuto opportuno un confronto per verificare l’efficacia del percorso formativo in questione, disattendendo qualsiasi elementare pratica partecipativa e umiliando la professionalità del corpo docente?

Come si pensa di rispondere alle famiglie degli studenti, già iscritti in prima e seconda classe, intenzionati a proseguire il percorso nell'Area di Architettura e Ambiente e di Interior/Exhibition dal momento che viene tolta loro questa possibilità?

L’Assessorato è consapevole che la delibera giunge intempestiva dato che l’attività di orientamento nelle scelte degli studenti delle classi della terza media e delle classi seconde del nostro Liceo (termine del biennio unico) è già iniziata?

La qualità della buona politica e della buona amministrazione si misura nella capacità di politici ed amministratori di cambiare idea quando le scelte effettuate si dimostrano lesive degli interessi di una comunità e prive di prospettiva. Nel campo dell’istruzione questo concetto assume importanza vitale e confidiamo nell’attitudine all’ascolto che il presidente Rossi ci ha dimostrato voltando positivamente pagina nell’annosa vicenda di una sede dignitosa e funzionale all’Istituto delle Arti a Trento.

Tuttavia è chiaro che le nostre scuole non accetteranno supinamente una mutilazione di impegni e risultati tanto grave quanto incomprensibile. Tutte le componenti scolastiche sono mobilitate e queste considerazioni trovano l’appoggio convinto del Consiglio dell’Istituzione e dei genitori.

 

Trento- Rovereto

23/11/2015

Docenti, studenti e genitori dell’Istituto delle Arti di Trento e Rovereto.

Questo documento è stato fatto proprio dal Consiglio dell’Istitituzione dell’Istituto delle arti di Trento e Rovereto, riunito luned’ 23 in seduta straordinaria. Il Consiglio ha anche chiesto un incontro urgente con l’assessore all’istruzione e presidente della Provincia, Ugo Rossi.

 

Le conseguenze di una scelta sbagliata. Per saperne ancora di più.

 

1) La delibera 1909 elimina presso il Liceo d'Arte A. Vittoria di Trento in 3 anni il corso di Architettura Ambiente, questo significa circa 35 studenti iscritti in meno, 18 ore di progettazione, 27 ore di materie svolte nei laboratori specialistici non più impartite, pari a 2 cattedre e mezzo.

2) Le 45 ore sopracitate sono ore di specifica formazione previste per il corso di AA e sono impartite in aule e laboratori specificamente attrezzati per questo indirizzo. L'applicazione della delibera vorrebbe dire dunque anche riconsiderare l'uso di questi spazi e delle loro attrezzature.

3) La delibera 1909 giunge non appena conclusa la trasformazione dello storico corso di Architettura e Arredamento, attivato nel 1989, in quello previsto dalla riforma nazionale degli istituti d'arte e licei artistici istitutiva dei nuovi Licei delle Arti, che prevede il riordino degli indirizzi in sei Aree. La confluenza nelle rispettive Aree è stata fatta su tutto il territorio nazionale in base ai corsi precedentemente attivati e alle dotazioni laboratoriali, oltre che alle risorse umane (personale di ruolo) presenti in ciascuna scuola. La legge di riforma prevede questa logica proprio per evitare sprechi, consentendo nel contempo di mantenere le specificità nell'ambito artistico di ciascuna scuola, ritenendola una risorsa positiva per una nazione, che fa dell'Arte e della creatività un valore aggiunto anche sul piano economico.

4) Va  ricordato che nel passaggio da Istituto d'Arte a Liceo, la riscrittura dei percorsi formativi, l'aumento degli insegnamenti delle materie umanistico scientifiche tipico del percorso liceale, ha comportato già un forte taglio di ore delle discipline di ambito artistico di indirizzo (per caduta di insegnamenti come la Geometria Descrittiva, il Disegno Professionale e l'Educazione Visiva), a scapito di quelle stesse classi di concorso che vengono ora ancor più penalizzate dall'eliminazione dell'Area di indirizzo.

5) La delibera giunge a scuola già iniziata e in fase già di orientamento nelle scelte degli studenti delle classi della terza media e delle classi seconde del nostro Liceo (termine del biennio unico). Essa è chiaramente intempestiva: non si possono cambiare le regole del gioco a gioco iniziato; in altri termini che devono fare le famiglie degli studenti che stanno frequentando già il nostro liceo iscritti in prima e seconda, perché intenzionati a proseguire il percorso nell'Area di Architettura e Arredamento, che ora si vedono tolta questa possibilità?

6) L'Istituto delle Arti non è semplicemente la riunione di tre diverse scuole sotto un'unica dirigenza per questioni di risparmio economico. E' il frutto dell'idea di creare in Provincia di Trento, in virtù anche dello specifico profilo autonomo, un Polo dell'istruzione Artistica in ambito superiore. All'ora Istituto d'Arte A. Vittoria già 10 anni fa venne per questo aggregato il Liceo Musicale Bonporti, qui è stato attivato anche il liceo Coreutico, e il percorso si è completato appena tre anni fa con la creazione di un unico Istituto delle Arti di cui fanno parte il nuovo Liceo delle Arti A. Vittoria, il Liceo Musicale e Coreutico Bonporti di Trento e il Liceo delle Arti Depero di Rovereto. Già dalla prima fusione è metodo di lavoro consueto la collaborazione tra i diversi ambiti artistici, in modo analogo alla realtà lavorativa esterna. Le diverse competenze si completano e arricchiscono reciprocamente. La comunicazione in ambiento artistico è nel tempo diventata sempre più trasversale. Questo non vuol dire che le diverse discipline debbano rinunciare alle specifiche specializzazioni. Anzi, le competenze tecniche dei diversi ambiti concorrono a dare prodotti di maggiore qualità. E la nostra esperienza è proprio questa.

 A riprova possiamo portare i diversi spettacoli organizzati dal Musicale con partecipazione del Coreutico, e con scenografie allestite dal Vittoria. Altri due esempi di collaborazione stretta tra diverse Aree in questo caso del Vittoria si sono avute con la partecipazione all'edizione dell'anno scorso della Triennale Internazionale del Legno (pannelli dedicati al tema del concorso di quella mostra: l'intreccio), e all'esperienza di collaborazione tra il Liceo Vittoria col MUSE e il FabLab di Informatica Trentina con l'ideazione e realizzazione di un numeroso gruppo di volani cinetici. L'eliminazione di una specifica Area come prevista dalla delibera (sia a Trento che a Rovereto) di fatto impoverisce questa possibilità di positiva interazione tra competenze diverse.

 

La sezione Design a Rovereto. Una bella storia.

La sezione di design ha preso avvio "in sordina" nell'anno scolastico 1998-1999 affiancando la sezione storica di grafica e dopo le esperienze della sezione di tessitura e della sezione di scenotecnica. E' stata denominata "design per l'ambiente", in primis, per distinguerla dalla sezione di "design per l'industria" di Trento e per la diversita' di contenuti spaziando dal progetto di riuso, con differenti funzionalita', di ambiti esistenti, al progetto dell'elemento di arredo contestualizzato per completarsi nel progetto di arredo urbano e dei singoli elementi fino al riuso di piccoli manufatti edilizi sempre con l'attenzione rivolta all'ambiente.Il laboratorio di CAD ha costituito, da subito, l'elemento cardine della sezione e la modellazione 3D la sua caratterizzazione proprio quando, nel campo delle professioni correlate, era agli esordi diventando, di fatto, un valore aggiunto per l'inserimento nel mondo del lavoro o per ulteriori approfondimenti. I numeri iniziali erano inevitabilmente modesti tanto che la didattica veniva svolta con gruppi di classi diverse (terza unitamente alla quarta o alla quinta, quarta insieme alla quinta) per la mancanza di corrispondenti discipline di orientamento nel biennio.

Nel corso del tempo i numeri sono aumentati tanto da essere, seppur per un solo triennio, quindi in termini relativi, la sezione più numerosa dell'Istituto vantando studenti con buon curriculum scolastico e, più avanti, capace anche di apprestarsi per gli studenti diversamente abili.

Nella fase più recente, grazie anche all'attivazione del laboratorio artistico articolato su tutti gli indirizzi presenti nell'Istituto, la nuova sezione di Interior/Exhibition design, caratterizzata da contenuti più circoscritti rispetto all'originaria sezione, ha aumentato ulteriormente i propri iscritti e potenziato la modellazione 3D.

Guardando al post-diploma, gran parte, ha proseguito gli studi nello stesso ambito laureandosi nelle principali strutture universitarie (IUAV di Venezia, Accademia di Design di Bolzano, Laba di Brescia/Torbole, DAMS di Bologna, e altre ancora); i restanti studenti hanno trovato lavoro nel campo dell'arredamento, negli studi tecnici o come consulenti di settore.

 

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